Omniverso, multiverso e universi

Omniverso, multiverso e universi

La teoria che parla dell’esistenza dell’omniverso, multiverso e universi non è più una novità, ma inserire la nostra esistenza in questa lente di osservazione non è ancora abitudinario. Partiamo dal presupposto che universo, multiverso e omniverso non sono gradini da superare, ma porti in cui approdare. Possiamo essere ad un livello dove percepiamo l’universo, oppure dove percepiamo multiverso e omniverso.

 

Dentro l’identità del corpo umano interagiamo con l’universo in modalità molto ridotta, perché di solito vediamo ben poco oltre i nostri interessi personali.

 

L’universo è immenso…e allo stesso tempo sta nelle nostre cellule. Etimologicamente significa: uni + verso, unico verso, volto tutto nella stessa direzione.Per dischiudere la veduta e percepire l’azione dell’universo, serve lavorare sui blocchi di visione, che sono: rabbia, colpa e paura.

 

A partire dal momento in cui il pensiero si apre verso l’esistenza al di là del mondo conosciuto e limitato dalle credenze, è possibile percepire altre stringhe di realtà nello stesso universo dove ci troviamo. È come se l’esistenza, scorrendo in più direzioni (multipli versi), permettesse lo svolgimento di vite e mondi identici, seppur paralleli al nostro: ora sto parlando della visione di un multiverso.

 

Percepire il multiverso significa avere coscienza di essere in un pianeta, in un tempo storico, e di possedere un’identità, ma anche di ricordare altri tempi, pianeti e connessioni con identità diverse.

 

Trovo divertente quando alcune persone mi dicono che vengono da Sirio, oppure che hanno vissuto e ricordano una vita nel Medioevo. Com’è possibile che una persona affermi di provenire da un altro pianeta se è nata sulla Terra? In realtà si sta riferendo a reminiscenze registrate nel corpo, oppure, a ricordi che rimangono nella sua essenza interiore.

 

Molti argomenti di cui parlo non appartengono a questo tempo, perché la visione che ho del futuro non è un’immaginazione, ma un ricordo chiaro di ciò che non ho vissuto ancora, di ciò che esiste in altre linee temporali. Prima la cosa poteva rendermi speciale, poi ho compreso che è un processo che può succedere a molti.

 

Per comprendere qualcosa che vada al di là di ciò che si vede e si sa, serve invertire dei concetti, come il tempo per esempio. L’inversione temporale permette la flessibilità mentale per capire che il tempo non scorre in modo lineare, ma circolare. Il fatto che il nostro linguaggio sia fondato sui tempi verbali, impedisce la totale comprensione del multiverso, ma per ora i tempi verbali sono ancora necessari.

 

Alcune persone raggiungono una comprensione più chiara del multiverso e dell’omniverso attraverso il lavoro su se stesse, altre nascono già con tale capacità, altre ancora devono soffrire e riprodursi, ed è possibile che muoiano senza mai capire. Comunque, penso sia la combinazione genetica quella che permette le funzioni sinaptiche sensoriali della comprensione extra + ordinaria = straordinaria o al di là dell’ordinario. In passato tanti individui sono stati perseguitati, rinchiusi o derisi perché avevano le normali e biologiche capacità di percepire al di là del proprio universo, dimensione, tempo e spazio, come la capacità medianica, per esempio, o la previsione del futuro.

 

Cosa c’è di straordinario in ciò che sta diventando ordinario?

 

Esiste un unico portale che ci permette di comunicare o percepire il multiverso e l’omniverso: il corpo. Le infinite possibilità dell’uni-multi-omniverso comprendono una sola realtà, che per essere compresa necessita di essere vista oltre l’identità terrestre, oltre il nome. Serve passare da essere umano ad “essere vivente”, incarnato in un corpo.

 

Utilizzo una metafora per spiegare il concetto uni-multi-omni, la metafora della sedia: immagina di essere attorno ad un tavolo, seduto/a su una sedia, e che attorno a questo tavolo ci siano anche altre sedie. Il tavolo e le sedie sono dentro una stanza.

 

Domanda: dove sei seduto?

 

Sei sulla sedia (universo), in un tavolo con altre sedie (altri universi- multiverso) che è dentro una stanza (omniverso). In realtà sei seduto in tutte le tre posizioni, dipende da dove vuoi, puoi o riesci a vederti. Ora, nella pratica, mettiti seduto su una sedia, guarda il tavolo e poi la stanza. Questo significa essere ovunque. Possiamo anche andare oltre, osservando che la stanza è in una casa, che a sua volta si trova in un quartiere, che è in una città, che è in un paese. Le realtà sovrapposte non sono sopra la nostra testa, ma ognuno di noi è in tutte queste dimensioni dal momento in cui le osserva.

 

La terza, la quarta e tutte le altre dimensioni esistono anche dentro ogni persona. Possiamo vederci e pensarci come parte del tutto, non solo come un avatar umano inserito in una linea di tempo. Il processo, tuttavia, diventa ancora più facile quando si smette di pensare e di ripetere parole da copione ereditario. Il linguaggio condiziona la comprensione ed è per questo che ho ideato un sistema didattico per aiutare le persone a fare l’Inversione Neurolinguistica. Qualsiasi informazione è inutile, se lo spazio dentro il nostro cervello è occupato da pensieri che rispecchiano ancora i nostri programmi ereditati. Per capire l’universo, multiversi e omniverso, alla fine, dobbiamo partire da noi stessi.

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