Come le frequenze creano la tua realtà

Come le frequenze creano la tua realtà

Viviamo in un universo fatto di energia e se potessimo osservare microscopicamente come sono fatte le cose che tocchiamo, mangiamo, manipoliamo ogni giorno, osserveremmo un numero indefinibile di particelle minuscole chiamate atomi, formate da altre minuscole particelle che non sono materia fisica, bensì energia che vibra in uno spazio (apparentemente) vuoto, chiamato campo vibrazionale.

 

Tutto è energia e questo è tutto quello che esiste. Sintonizzati  alla frequenza della realtà che desideri e non potrai fare a meno di ottenere quella realtà.

 

Di fronte ad affermazioni come questa, attribuita ad Albert Einstein e datata più di un secolo, non possiamo che fermarci un attimo e cercare di capire il senso e, soprattutto, come tutto questo si traduca concretamente nella nostra vita quotidiana.

 

A seconda dell’intensità della vibrazione prodotta da queste microparticelle, si genera una forma diversa di materia e che noi possiamo in qualche modo percepire perché possediamo dei recettori sincronizzati su queste frequenze di vibrazione.

 

Possiamo sentire i suoni emessi dalle corde di una chitarra perché all’interno dell’orecchio abbiamo dei recettori in grado di vibrare alle stesse frequenze a cui vibrano quelle corde e che, quindi, si attivano appena vengono colpiti da quella stessa gamma di frequenze. Allo stesso modo possiamo percepire i colori perché dentro gli occhi abbiamo dei recettori in grado di vibrare ad una specifica gamma di intensità di frequenza corrispondente alla luce luminosa e colorata. E così via per tutta la materia che tocchiamo, i profumi che odoriamo e i sapori che gustiamo. Ovviamente esistono anche moltissime vibrazioni di cui non abbiamo consapevolezza.

 

Pensieri, emozioni, sensazioni, intuizioni sono anch’esse frequenze che viaggiano nello spazio e vengono captate dal nostro sistema ricettivo in base a quanto siamo sensibili e allenati all’ascolto.

 

Quindi tutto ciò di cui facciamo esperienza nella nostra vita è costruito sulle frequenze, perché “In principio era il verbo”, dicevano le sacre scritture. E cos’è il verbo se non una vibrazione sonora?

 

LE FREQUENZE SONO INFORMAZIONI

 

Osservandole da questo punto di vista, quindi, possiamo considerare le frequenze come dei viaggiatori nello spazio che portano informazioni specifiche, informazioni che riguardano un colore, un suono, un’emozione, talvolta anche ricordi o pensieri. Possiamo immaginare di essere immersi in un mare di conoscenza infinita che però non possiamo accogliere totalmente in noi, perché non disponiamo di tutti i recettori necessari per apprendere ogni informazione.

 

Ciò che interagisce con noi è quindi soltanto ciò di cui possediamo i recettori o, in altre parole, ciò che è già dentro di noi.

 

Tutto questo è sperimentabile attraverso l’utilizzo di semplici diapason. Immagina un Universo in cui esistiamo soltanto io e te e dove tu rappresenti la realtà intera in tutte le sue infinite possibilità e possiedi 7 diapason, ognuno sintonizzato su una delle 7 note musicali classiche. Io invece, che sono un piccolo essere di questa realtà, posseggo un solo diapason, sintonizzato sulla nota LA. Nel momento in cui io emetto la mia vibrazione in LA, per effetto di un fenomeno fisico chiamato Risonanza, la realtà (tu) mi risponderà facendo vibrare soltanto il diapason sintonizzato in LA, perché solo quello è sincronizzato sulla stessa frequenza. Mentre tutti gli altri diapason rimarranno immobili e silenziosi, perché non sono in grado di riconoscere e rispondere a quella specifica frequenza.

 

Mi domando, però, se io preferissi sentire la nota Re, come potrei fare per attirare nella mia realtà il suo suono? Dovrei soltanto sintonizzarmi sulla nota RE, per vibrare e connettermi alla sua frequenza.

 

Questo è il senso del pensiero di Einstein, citato all’inizio di questo articolo: se sono sintonizzata sulle frequenze dell’odio farò risuonare solo odio intorno a me e ogni mio tentativo di manipolare la realtà e le altre persone sarà inutile. Prima dovrò modificare la vibrazione al mio interno.

 

Quando desideriamo una realtà connessa sull’amore, l’abbondanza, l’accoglienza e l’apertura, queste sono le qualità che dobbiamo coltivare al nostro interno, affinché, per effetto della Risonanza, esse possano manifestarsi anche all’esterno.

 

Possiamo iniziare migliorando la relazione con noi stessi, il modo con cui guardiamo gli altri, lasciando andare i bisogni dell’ego e i capricci emotivi di cui siamo consapevoli.

 

A VOLTE NON BASTA

 

Crescere richiede presenza e duro lavoro interiore, ma nonostante tutto ciò qualche volta non basta. Perché succede questo?

 

Perché ci sono vibrazioni memorizzate nelle nostre cellule, che provengono dalla nostra storia familiare antica e devono essere prese in considerazione.  L’epigenetica dimostra che le memorie emotive di dolore si tramandano fino a tre generazioni successive a quella in cui si sono attivate, continuano ad emettere vibrazioni e generare paura, chiusura, diffidenza, meccanismi di controllo e di colpa, senso di dovere e via dicendo.

 

Queste vibrazioni memorizzate nel corpo, come abbiamo capito, si manifestano nella realtà creando dolore e sofferenza, impedendoci di esprimerci liberamente anche se lavoriamo duro per migliorare noi stessi.

 

L’evoluzione ha permesso che per fare fronte a tutto questo, si creassero delle tecnologie sensoriali, tecniche transformative che agiscono sulle memorie ereditate, come la Tecnica MO.V®, per esempio.

 

Attraverso la modificazione indotta dalla Tecnica MO.V® puoi sincronizzarti sulla nota RE, se la nota LA fa parte del tuo passato e non è più in linea con il tuo percorso evolutivo. Allo stesso modo, puoi aiutare la tua struttura epigenetica modificando le antiche vibrazioni memorizzate in essa, permettendoti di trasformare il tuo presente, liberandoti del passato.

 

Prova la Tecnica MO.V® in una delle giornate Open MO.V®, oppure, contatta il mover più vicino che trovi sul elenco del sito www.tecnicamov.com.

 

“Quando il DNA vibrazionale è in armonia, riusciamo a vivere meglio, qui, nel tempo della forma, affrontando diversamente le difficoltà e le frustrazioni.”

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